L’etica del lavoro

Bernardino non dimentica di porre attenzione agli aspetti politici della vita dei fedeli, con un’analisi innovativa e decisamente moderna. Analizza con grande profondità la figura dell’imprenditore e ne difende il lavoro onesto. Fa notare infatti che il commercio può venire praticato in modo lecito o illecito, come tutte le altre occupazioni, e non è necessariamente fonte di dannazione.

Per essere onesto, sostiene San Bernardino, l’imprenditore deve essere dotato di quattro grandi virtù: efficienza, responsabilità, laboriosità, assunzione del rischio. I guadagni di quanti hanno saputo attenersi a queste virtù sono la giusta ricompensa per il duro lavoro e i rischi corsi. Per contro, il santo condanna senza mezzi termini i nuovi ricchi, che invece di investire in nuove attività, preferiscono prestare a usura e deturpano la società anziché promuovere la sua crescita. Bernardino ritiene infatti che la proprietà non “appartenga all’uomo”, quanto piuttosto “per l’uomo”, come strumento per ottenere un beneficio per tutta la comunità. Uno strumento che viene da Dio e che l’uomo deve meritare, applicare e far fruttare.

Come già ad altri importanti predicatori, a Bernardino è particolarmente caro il tema della riconciliazione e della risoluzione delle contese. È molto assiduo nella predicazione ed esplicito nei contenuti. Scrive e riscrive i suoi discorsi prima di arrivare sul pulpito, sino ad essere certo della loro efficacia comunicativa.